Una disputa tra eminenti psichiatri è venuta recentemente alla ribalta della stampa dopo mesi di borbottio. L'oggetto della disputa è se la revisione della Bibbia Psichiatrica Americana, il DSM (Manuale Diagnostico Statistico dei disturbi mentali) testo che riporta tutte le possibili malattie psichiatriche, debba essere fatta apertamente e nella piena trasparenza in modo che i professionisti della salute mentale e gli organi di tutela del pubblico possano eseguire i loro controlli, oppure se debba essere condotta nel più stretto segreto.
Uno degli psichiatri, Roberti Spitzer, vuole trasparenza . Molti altri, incluso il presidente dell'APA (Associazione Psichiatrica Americana) e l'incaricato della revisione del testo vogliono la più assoluta segretezza dei lavori.
Sulla bilancia della zuffa c'è il dibattito se alcune recenti nuove malattie psichiatriche decise dalla APA, come il "Disturbo da Apatia", "Disturbo Premestruale", "il Distrurbo da shopping compulsivo", "il Disturbo da astinenza di Internet" e il "disturbo relazionale", siano da considerarsi vere malattie psichiatriche o no.
Potrebbe suonare come un dibattito privo di interesse; di fatto invece questo testo è terribilmente importante perché le conseguenze di questo hanno conseguenze a largo raggio.
Il DSM, pubblicato dall'APA, contiene tutte le cosiddette malattie psichiatriche di adulti e bambini decise come tali dalla associazione, che coprono tutto il comportamento umano.
Il DSM infatti non è usato solo dagli operatori del campo della salute mentale ma è usato ampiamente anche dalle compagnie assicuratrici, dai giudici, prigioni, case farmaceutiche e agenzie per il controllo dei farmaci. Dato che molti paesi, inclusi gli USA trattano il DSM come se fosse "La Bibbia", non è una esagerazione dire che qualsiasi nuova malattia che l'APA decida di includervi potrebbe creare grandi effetti nel mondo intero.
Dietro la disputa sulla trasparenza c'è la grande questione sul fatto se questi cosiddetti disturbi siano malattie psichiatriche reali o no. Per un grande numero di esperti l'apatia, lo shopping compulsivo sono solo sintomi di disagio psicologico piuttosto che segni di una vera malattia psichiatrica.
In più è noto da molto tempo che molti dei partecipanti ai lavori di revisione del DSM hanno forti legami finanziari con compagnie farmaceutiche; alcuni critici dicono che l'aggiunta di nuovi disordini mentali non sia altro che il pretesto di qualcuno di assicurarsi forti profitti dalla vendita di farmaci.
Più si conosce sul modo che usano gli psichiatri per definire dozzine di nuovi disturbi e più si apprezza lo sconcerto di Spitzer sul fatto che la revisione dovrebbe essere fatta in modo pubblico e non in segreto.
E' noto che durate la stesura del "Manuale Diagnostico Statistico dei disturbi mentali" vengono redatte le nuove "scoperte", nuove malattie psichiatriche per votazione, per alzata di mano. Un metodo che non mi sembra molto scientifico, specialmente quando decide del destino di milioni di persone.
Einstein
Fonte: Los Angeles Times
Nota: Questa è una succinta e veloce traduzione con un mio commento finale, chi desidera leggere l'articolo originale lo trova a www.latimes.com/news/opinion/commentary/la-oe-lane16-2008nov16,0,5678764...
Zuffa fra psichiatri sulla revisione della Bibbia della salute Mentale
Segnala questa pagina su:
Tagged:
Inviato da Einstein Gio, 20/11/2008 - 16:04


Commenti
Definire zuffa un dibattito tra esperti che prendono posizioni differenti su un tema di grande interesse come il processo di revisione di un sistema di nosografia psichiatrica (a proposito esiste anche il sistema diagnostico dell'Organizzazione Mondiale della Sanità), mi sembra un titolo acchiappa lettori poco equilibrato. Come per tutti i processi, i percorsi che hanno un inizio e una fine, è questione di decidere se sia meglio vederne il prodotto finito (il lavoro della commissione dedicata) o vederlo in itinere. In ogni caso saranno poi gli editors a esprimere il parere finale.
Gentile Laura capisco la sua perplessità sul termine usato dal professor Christopher Lane "wrangling" nel suo articolo. Parola che in italiano significa proprio baruffa, rissa (fonte Dizionario Garzanti) e di cui ho usato il sinonimo zuffa.
Però l'intenzione iniziale del professore era di mettere l'accento sul fatto che mentre qualche psichiatra vuole la piena trasparenza (che secondo me dovrebbe essere una cosa scontata per una testo che viene definito come "strumento scientifico") la maggioranza invece non vuole tale trasparenza.
Come mai?
Non sarà per caso per i collegamenti finanziari fra ditte farmaceutiche ed alcuni psichiatri che stanno scrivendo il nuovo DSM? O magari per il fatto che in passato sono uscite testimonianze a dir poco imbarazzanti sul sistema di votazioni per scegliere le "nuove malattie"?
Invia nuovo commento