La Baia di Guantanamo

Baia nel cuore dei Caraibi non è sempre sinonimo di spiaggia dove passare le vacanze. Se poi si tratta della Baia di Guantanamo, il significato assume connotati del tutto particolari: dall'11 gennaio 2002, quello che era un angolo di paradiso che si affaccia sull’Oceano Atlantico è sede di uno dei più discussi campi di prigionia del mondo.
 
Il Governo degli Stati Uniti occupa dal 1903 questa porzione del territorio cubano ma solo da 7 anni, qualche mese dopo gli attacchi dell’11 settembre, è stato luogo di detenzione di oltre 800 persone (oggi ce ne sono 248) che il governo americano riterrebbe collegate ad attività terroristiche, di cui solo per 10 di queste è stato formalizzato un capo d'imputazione con conseguente rinvio a giudizio. Ciò vuol dire che la maggior parte dei prigionieri sono detenuti senza dichiarato titolo, né come prigionieri di guerra, né imputati di reati ordinari: insomma, né carne, né pesce.
 
Il presidente eletto, Barack Obama, ha espresso in una recente intervista alla ABC la volontà di chiudere la base di Guantanamo e fare chiarezza sulle reali condizioni e il trattamento a cui sono sottoposti i prigionieri: sono troppe le prove che si tratta di un vero e proprio campo di tortura e non di semplice detenzione.

Dopo che lo scorso dicembre il Senato Usa ha ritenuto l'ex Segretario alla Difesa, Donald Rumsfeld, responsabile dei maltrattamenti subiti dai prigionieri di Guantanamo, e che anche Dick Cheney, ormai ex Vice Presidente degli Stati Uniti d'America, ha ammesso di avere approvato le barbare tecniche di interrogatorio messe a punto dalle forze statunitensi, il “campo di concentramento” di Guantanamo pare avere le ore contate: un ordine esecutivo per la chiusura della prigione di Guantanamo potrebbe essere firmato da Obama nella prima settimana di lavoro.

Molti detenuti hanno denunciato le torture inumane e tanti ne sono usciti con gravi danni per la loro psiche: sperimentazione di farmaci e psicofarmaci, tecniche di controllo mentale e torture (spesso senza lasciare traccia fisica) a ridurre esseri umani quasi a uno stato vegetativo. Su internet è recentemente spuntato un documento riservato del Pentagono che parla di nuovi strumenti wireless per la tortura: grazie a radiazioni elettromagnetiche a determinate frequenze, è possibile alzare la temperatura corporea di una persona, disorientarla o addirittura farle sentire delle voci.

Insomma le rivelazioni degli ex prigionieri, i documenti pubblicati, le fonti dei servizi segreti di mezzo mondo hanno tolto il velo di omertà sul “...capitolo triste della storia americana”, così come definito da Obama durante la campagna elettorale per la presidenza. Il nuovo presidente ha assicurato che gli Stati Uniti non ricorreranno mai più alla tortura nella lotta al terrorismo e che rispetteranno la Convenzione di Ginevra sui diritti delle vittime di guerra.
Il cambiamento prospettato da Obama passa anche da Guantanamo.

Fonte: www.ccsnews.it di Elena Brinchi

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Commenti

Il grave problema dell'uomo è che si mette al posto di Dio!!! Superbo, cinico, onnipotente è diventato l'uomo. Invece di mettere al servizio del bene le proprie qualità le mette al servizio del male. Difendersi va bene, fa rispetare la legge anche ma torturare no! Gli USA si stanno attirando mostri che loro stessi hanno e stanno nutrendo e questo per loro è davero un male. E lo sarà anche per noi.

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