Rinvio a giudizio come da richiesta del Pubblico Ministero, motivata con pesanti capi d'imputazione per il dottor Diego Chianese, medico psichiatra dell'Azienda Ospedaliera, all'epoca dei fatti in servizio presso il reparto di Psichiatria del Mandic di Merate diretto dalla dottoressa Barbara Pinciara. Oggi si è tenuta l'udienza preliminare dinnanzi alla dottoressa Elisabetta Morosini, presenti gli avvocati Serena Cernecca del foro di Milano per il dottor Chianese e Fabrizio Consoloni del foro di Lecco per la donna.
A sostenere le ragioni dell'accusa, su indagine condotta dalla Polizia di Stato, il sostituto procuratore dottor Luca Masini. Il Giudice sentiti i legali e il Pubblico Ministero ha disposto il rinvio a giudizio del dottor Chianese.
Pesanti, dicevano, le conclusioni del PM che ha chiesto il rinvio ". . .per il delitto previsto e punito dagli art.li 81 e 609 comma 2 n. 1 Codice Penale, septies comma 4 n.3, perchè con più azioni esecutive del medesimo disegno criminoso, quale medico psichiatra che aveva in cura la paziente..(omissis), e quindi pubblico ufficiale o incarico di pubblico servizio, abusando delle condizioni di inferiorità psichica della suddetta, inducente..(omissis) a compiere e subìre ripetutamente atti sessuali con lui presso il reparto psichiatria dell'Ospedale Mandic di Merate, nonché presso il CPS del medesimo nosocomio nonché in agriturismo di Calco; del delitto previsto e punito degli art. 61 n.9, 581, 81 cpv C.P., perchè con più azioni esecutive del medesimo disegno criminoso ed in tempi diversi, percuoteva ripetutamente con ceffoni violenti al capo della paziente..(omissis) affidata alle sue cure quale medico psichiatra , tirandole anche i capelli. Con l'aggravante del fatto commesso con abuso dei poteri e con violazione dei doveri inerenti a pubblica funzioni od il pubblico servizio.; del delitto previsto e punito dagli artt.li 61 n.9, 594, 81 cpv C.P., perchè con più azioni esecutive del medesimo disegno criminoso ed in tempi diversi, offendeva l'onore della paziente ..(omissis), affidata alle sue cure quale medico psichiatra, ingiuriandola ripetutamente con le aggressioni "sei una malata mentale, sei una t.., sei una p...
Con l'aggravante del fatto commesso con abuso dei poteri e con violazione dei doveri inerenti la pubblica funzione ed il pubblico esercizio; del delitto previsto e punito degli art.li 61 n.9, 582 e 583 comma I n.2 C.P., perchè percuotendo violentemente la paziente..(omissis) con un forte ceffone all'orecchio sx, cagionava alla stessa lesioni gravi consistite nella rottura del lobo dell'orecchio e nell'indebolimento permanente del senso dell'udito nonchè di vertigine permanenti. Con l'aggravante del fatto commesso con abuso dei poteri e con violazione dei doveri inerenti la pubblica funzione od pubblico servizio".
Tra le prove acquisite la PM, oltre alla denuncia della donna, diversi verbali di testimoni e moltissime fotografie a sfondo sessuale e la perizia del dottor Nivoli che conferma l'attendibilità della denunciante.
"Mi chiedete se sono soddisfatta? Si, per il rinvio a giudizio. Speravo che tutto potesse svolgersi nel più breve tempo possibile perchè sono in uno stato davvero di prostrazione, quell'uomo mi ha distrutta e vorrei che tutto finisse rapidamente. Lo so che la giustizia ha i suoi tempi e il corso è questo ma cercate di capire anche il mio malessere interiore. Ora voglio però continuare ed essere forte e il mio pensiero è rivolto a chi può trovarsi nella mia stessa condizione e non vuole parlare per paura od omertà. Bisogna parlare e denunciare questi soprusi e queste violenze che possono iniziare prima psicologicamente poi con i fatti veri e propri. Io ho detto la verità, ho creduto in quell'uomo che mi aveva plagiata che mi faceva vedere la mia famiglia e i miei amici come nemici. Voleva che mi appoggiassi solo a lui e poi, è finita così. I rapporti con lui avvenivano anche dentro la struttura ospedaliera e sono certa che il Capodipartimento sapeva ma non ha fatto nulla per impedirlo. Io ero psicologicamente sottomessa facevo solo tutto quello che lui mi chiedeva di fare, anche inginocchiarmi mentre mi dava schiaffi sulla testa. Ora che è stato rinviato a giudizio penso che l'Azienda ospedaliera lo sospenderà e così dovrebbe fare anche l'ordine professionale. Ero una sua paziente e, di fatto, ero nelle sue mani".
La donna, psichicamente debole per una forma depressiva ma di spiccata intelligenza e vasta cultura aveva creduto in una storia d'amore coinvolgente e quando il medico l'ha bruscamente abbandonata con un messaggio ha rischiato di morire. Dopo un periodo di ricovero in Rianimazione si è rivolta alla Polizia e in particolare all'ispettore Patrizia Gentile, che segue i casi più delicati riguardanti minori o donne maltrattate. Il Funzionario di Polizia ha svolto un'accurata indagine ascoltando anche numerosi testimoni e raccogliendo informazioni presso il Mandic e il Centro Psico-Sociale di Merate. L'inchiesta, come dicevamo, è stata coordinata dal Sostituto Luca Masini. La perizia che ha attestato l'attendibilità piena della denunciante è stata redatta dal professor Giancarlo Nivoli.
La prima udienza è stata fissata per il giorno 1 ottobre.
Fonte: http://www.merateonline.it/


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