Li avrebbe dovuti curare, e programmare come diligenti soldatini di piombo da fondere nel crogiolo delle guerre fantasma del terzo millennio, l'ufficiale medico psichiatra, ma nessuno aveva pensato a curare lui, il medico, che ha ucciso i suoi pazienti futuri.
Quei soldati che a migliaia tornano dalle guerre per "esportare la democrazia" avendo perduto per sempre, come lui, l'anima e la mente. Erano pronti e preparati a morire in Iraq o in Afghanistan, i suoi soldati, come quei cinquemila e 281 loro fratelli nelle uniformi delle forze armate americane che già sono tornati indietro nelle bare d'acciaio verniciato, non a essere abbattuti nella loro casa, nel forte più forte del Texas, Fort Hood, dove si sentivano invulnerabili e invincibili dentro i loro mezzi corazzati e sotto le insegne della Cavalleria, la più nobile delle armi. E da chi avrebbe dovuto convincerli e "strizzargli il cervello", come si dice nello slang americano di psichiatri e psicologi clinici.
Tratto da repubblica.it, l'articolo completo è consultabile all'indirizzo: http://www.repubblica.it/2009/11/sezioni/esteri/sparatoria-texas/apocali...


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