Dopo la morte di un ricoverato e l'interdizione di 14 sanitari. L'Asl: «decisione non definitiva»
SALERNO - Chiuso il reparto di psichiatria dell'ospedale San Luca di Vallo della Lucania, dove il 4 agosto scorso è morto Francesco Mastrogiovanni, l'insegnante di 58 anni ricoverato per quattro giorni nella struttura ospedaliera per un trattamento sanitario obbligatorio. Lo ha deciso il neo responsabile del reparto, Antonio Mautone, chiamato a sostituire il dirigente della struttura complessa, Michele Di Genio, interdetto insieme ad altre 13 persone, tra medici e infermieri, dal gip del Tribunale di Vallo, Nicola Marrone, dopo che la Procura ha aperto un'inchiesta per fare chiarezza sulla morte dell'insegnante cilentano. «La chiusura non è definitiva, ma limitata nel tempo», precisa il subcommissario sanitario dell'Asl di Salerno, Walter Di Munzio.
«Il medioevo è all’ospedale di Vallo della Lucania», replica l'amico di Mastrogiovanni, l’editore Giuseppe Galzerano, che ieri pomeriggio ha partecipato alla conferenza stampa convocata dalla famiglia della vittima. Lo scontro verbale tra l'Asl e la famiglia Mastrogiovanni si consuma a distanza di poche ore. Alle quattro del pomeriggio è la famiglia della vittima a puntare il dito contro i medici. «Avere la conferma di quanto intuito da ciò che è scritto nell'ordinanza del gip - dice Galzerano - è stato doloroso. A Francesco è stata negata qualsiasi comprensione. Non è stato nutrito, né qualcuno gli ha dato un sorso d'acqua. È possibile che su 14 persone nessuno si sia chiesto se ciò che stavano facendo avesse un profilo di umanità? Non sono per la vendetta, ma sono animato dal bisogno antico di trovare verità e giustizia. Vogliamo sapere cosa è successo. Perché un uomo è passato dalla calda spiaggia di Acciaroli al marmo freddo di un ospedale?». La replica del sub commissario Di Munzio arriva in tarda serata. Non nega che la chiusura del reparto di psichiatria dell'ospedale San Luca sia «collegata alla sospensione dei quattordici operatori sanitari», ma Di Munzio ribadisce anche che «al momento il personale ospedaliero è insostituibile a causa delle note limitazioni del turn over della struttura commissariale. Il reparto - garantisce il sub commissario - sarà nuovamente disponibile appena potranno essere riutilizzate le risorse professionali allo stato sospese. Frattanto assicuriamo i Lea e i servizi di assistenza con il funzionamento del centro di salute mentale e del secondo reparto psichiatrico dell'ospedale di Polla-Sant’Arsenio». Il termine «risorse professionali» utilizzato da Di Munzio non piace ai familiari della vittima. «I medici si sono accaniti contro una persona inerme - tuona Galzerano - ci sono filmati e video che lo confermano. E c'è anche la testimonianza di un altro paziente che, così come accertato dal gip, ha ricevuto lo stesso trattamento riservato a Francesco. Pensate che non si sono neanche accorti che fosse morto. È una cosa terribile, vergognosa». Intanto, dei cinque pazienti ricoverati fino a ieri nel reparto di psichiatria dell'ospedale vallese, tre sono stati dimessi perché non necessitavano più di cure e altri due sono stati trasferiti nel vicino ospedale di Polla-Sant'Arsenio.
fonte: http://corrieredelmezzogiorno.corriere.it
di: Angela Cappetta


Commenti
Invia nuovo commento