OPG: Ospedali psichiatrici giudiziari, un inferno per 1.500

I risultati dei sopralluoghi della commissione d'inchiesta del Senato. Marino: «Il 40% degli internati è dimissibile»

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Un inferno. Quello degli ultimi tra gli ultimi. Quello dei 1.500 internati negli ospedali psichiatrici giudiziari italiani, sei in tutto, ma solo una struttura si salva da descrizioni e immagini che superano ''la civilta' di un paese''. E di questi 1.500 pazienti, circa il 40% sono persone dimissibili, che potrebbero dunque lasciare le strutture. Il racconto e' dei senatori della Commissione parlamentare di inchiesta sull'efficacia e l'efficienza del Servizio Sanitario Nazionale, in particolare del presidente Ignazio Marino (Pd), del relatore di maggioranza Michele Saccomanno (Pdl) e del relatore di minoranza Daniele Bosone, che dall'11 giugno scorso al 23 luglio, hanno visitato in tre tappe i sei ospedali psichiatrici giudiziari (Opg) italiani e oggi hanno presentato la relazione sui sopralluoghi.

''Sono stati dei sopralluoghi a sorpresa, effettuati con i Nas - ha raccontato Marino -. I manicomi criminali praticamente non sono stati chiusi, sembra un problema di nicchia perche' parliamo di 1.500 persone, ma e' un problema di civilta'''. Gli scenari descritti sono ''vergognosi''. Un paziente diabetico con una gangrena di un piede in stadio avanzato, ospite dell'Opg di Napoli-Secondigliano, in mezzo agli altri pazienti: ''Ci siamo imbattuti in realta' inaccettabili. Nell'Opg di Barcellona Pozzo di Gotto un uomo era legato mani e piedi a un letto con delle garze, il letto di contenzione era provvisto di un buco dal quale defluivano feci e urine in una pozza sottostante.

Ma ci sono casi altrettanto drammatici, come quelli di tante persone finite in un Opg per reati minori e poi restati li' per le infinite proroghe delle misure di sicurezza cui sono state sottoposte''.

''Ho negli occhi la storia di un uomo - ha detto ancora Marino - internato a Napoli Secondigliano che 25 anni fa e' andato davanti a una scuola vestito da donna, ha scontato i suoi 2 anni di misure di sicurezza ma non e' piu' uscito''.

Lo sconcerto e' lo stesso nelle voci di tutti e tre i senatori. ''Ho camminato in questi luoghi - ha raccontato il senatore Michele Saccomanno - provando orrore per l'aver creato, come societa', territori nei quali qualcuno ritiene di aver nascosto non ammalati psichiatrici, ma 'mostri di cui vergognarsi', 'appestati' da punire oltre la legge. Ergastoli bianchi che ci fanno sentire ipocritamente 'uomini di legge', come ci ha definito un detenuto ex ammalato che da dieci ha gia' scontato la pena e oggi ha la veneranda eta' di 83 anni''. Saccomanno ha raccontanto ''le stanze sudice di Barcellona, Aversa, Montelupo, Secondigliano, la sciatteria di alcune dirigenze che nemmeno si interrogano sulla disumanita' della sporcizia organizzata e condivisa dall'abbigliamento degli operatori al lercio delle pareti. Mi fanno vergognare di andare a rappresentare una societa' che ha trovato la legittimazione della cancellazione di questi uomini dalla vita. Bevono acqua rinfrescata nell'acqua dei wc e defecano dietro un piccolo muretto nella stanza, e li' si scontrano con lo sguardo di commissari, ispettori, intrusi in una scena da lager veramente inaspettata''.

L'ultima parola e' stata del senatore Daniele Bosone: ''Questo ramo dell'inchiesta psichiatrica sulla psichiatria italiana ci ha fatto incontrare una realta' drammatica e impressionante, di persone malate dimenticate dalla societa'.

In un paese civile cio' e' inaccetabile. Inoltre si viola palesemente la legge 180. Bisognera' lavorare a modifiche del codice penale. Gia' e' tremendo pensare a persone normali che devono condividere in tre uno spazio di nove metri quadri, figuriamoci per i malati psichiatrici''. Bosone ha infine citato un aforisma di Fedor Dostoevskij: ''Il grado di civilizzazione di una societa' si misura dalle sue prigioni''.

Fonte: www.asca.it

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