Lavoro come insegnante elementare da ormai più di 20 anni e nella mia lunga carriera di maestra non ho mai sentito parlare così tanto, come oggigiorno, di iperattività, di test psicologici nelle scuole e di somministrazione di droghe e farmaci, che, a detta della psichiatria, sono in grado di curare i bambini affetti da “Disturbo da deficit di attenzione e iperattività”.
E' stato stimato che nel mondo a 17 milioni di bambini vengono prescritti farmaci che alterano la mente e le Nazioni Unite mettono in guardia il pubblico sui danni (tra i quali allucinazioni, ostilità, tendenze suicide, aggressione, morte) che queste sostanze possono causare ai giovani.
Rimango veramente esterrefatta nel sentire parlare di una “malattia” che è ritenuta tale solo perché inclusa nella lista del “Manuale diagnostico e statistico per malattie mentali”, pubblicazione del corpo psichiatrico internazionale.
Di fatto però non esiste ancora nessuna prova scientifica, nessun riscontro sull'esistenza di questa fantomatica “malattia”.
La ormai famigerata ADHD ha una diagnosi che a tutt'oggi si basa semplicemente sul risultato di un test: la distrazione, l'incapacità di stare seduti, di svolgere i compiti, l'agitazione, la difficoltà ad aspettare il proprio turno, sarebbero alla base della diagnosi di questo disturbo.
Bastano semplicemente 6 risposte affermative su 9 per essere catalogati come bambini iperattivi.
Ma tutti i bambini rientrano in questi comportamenti e anche noi adulti!
Tutti e dico tutti gli alunni con cui ho lavorato nel corso degli anni erano bambini normalissimi, erano quindi iperattivi, solo che una volta si diceva che avevano l'argento vivo addosso. Ognuno di loro aveva il suo carattere, la sua educazione, il suo bagaglio affettivo, culturale, i suoi problemi, come ogni essere umano che vive in questa società. Ma devo dire onestamente che l'amore, la pazienza, la comprensione, la persistenza, la collaborazione della famiglia ha permesso a questi bambini di superare le loro difficoltà.
Nel mio insegnamento ho sempre utilizzato un linguggio adeguato all'età dell'alunno,
cercando di essere la loro maestra, ma nel contempo la loro amica, con cui condividere problemi e difficoltà. I miei numerosi alunni ora sono persone adulte, chi laureato, chi sposato e con figli, chi impiegato, operaio, chi universitario… . TUTTE PERSONE NORMALISSIME!!!
Cari genitori, cari insegnanti, è a voi che mi rivolgo: qualora abbiate un bambino con delle difficoltà comportamentali, utilizzate altre forme di gestione e trattamento, rimedi non-psichiatrici; magari il bambino ha un'intolleranza alimentare, o ha bisogno di un sonno regolare, esercizio fisico, una corretta alimentazione; può darsi che a scuola abbia bisogno di un linguaggio più semplice per capire ed applicare quello che gli viene insegnato.
LUI NON HA BISOGNO della psichiatria, che con la pastiglietta gli addormenta il problema e gli toglie la voglia di vivere, il sorriso e la sua naturale vitalità.
Ricordatevi: anche noi una volta eravamo dei bambini e volevamo essere amati, non drogati! In America la psichiatria ha sulla coscienza centinaia di bambini morti e milioni di giovani ormai tossicodipendenti: vogliamo fare qualcosa al riguardo?
Io dico no a questa pseudoscienza!!!
24 ottobre 2005 - Antonella Marzaroli
Da: Orizzonte Scuola


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