Alaska: incostituzionale soministrazione forzata psicofarmaci

La corte suprema dell'Alaska ha dichiarato incostituzionale uno statuto dell'Alaska che consentiva la somministrazione forzata di psicofarmaci a persone in ricovero involontario (il nostro TSO) quando sono non in grado di comprendere quanto richiesto per il consenso informato.

Non ho ancora letto il materiale disponibile. Qui vi do alcuni link in inglese per chi volesse approfondire:
http://psychrights.org/States/Alaska/CaseOne.htm
http://psychrights.org
http://psychrights.org/States/Alaska/CaseOne/MyersOpinion.pdf

Da una veloce lettura di parte dei documenti, e di un'e-mail che mi e' arrivata sull'argomento posso riassumere la situazione nel seguente modo.

In Alsaska, in base ad uno statuto se una persona e' in ricovero involontario e non e' in grado di comprendere, e quindi di accettare la sua cura secondo i principi del consenso informato, l'ospedale puo' chiedere un'ordinanza ad una corte che gli consenta di forzare la somministrazione degli psicofarmaci anche contro la volonta' della persona.

La questione e' stata portata davanti alla Suprema Corte dell'Alaska, sostenendo che tale norma violi le garanzia di liberta' e di privacy garantite dalla costituzione dell'Alaska.

La corte suprema ha ritenuto fondata l'obiezione perche' l'autorizzazione viene concessa senza valutare quale sia il miglior beneficio per il paziente. Inoltre e' ampliamente dimostrato che non sempre le cure farmacologiche sono efficaci e che spesso danno luogo ad effetti collaterali anche molto gravi e che il paziente potrebbe trovar maggior giovamento da cure di altro tipo. Per poter procedere alla somministrazione forzata bisognerebbe prima stabilire che questa sia nell'interesse del paziente e dovrebbe essere presa una decisione perlomeno pari a quella che prenderebbe una persona in grado di prendere tale decisione in base al consenso informato.

Altra cosa molto importante e' che la corte ha ritenuto che tutte le solite storie che si dicono al riguardo (tipo che la persona puo' costituire un pericolo per se stessa, che costituisce un pericolo per la societa', ecc.) potrebbero aver un senso in un caso si emergenza, ma che non hanno sicuramente alcun peso in una situazione che non sia d'emergenza e pertanto non sussistano tali pericoli.

Che dire allora in Italia dove al medico non serve neanche l'ordinanza della corte. Non serve neanche che il paziente sia in TSO ("Se non le vuoi prendere ti faccio un TSO e te le do a forza" e' una delle poche frasi che escono dalle bocche degli psichiatri).

Inoltre la cosa veramente scandalosa e' che in Italia le norme sul consenso informato non vengono praticamente mai rispettate. E non solo nel caso dei farmaci psichiatrici. A quanti di voi sono stati detti i rischi prima di un'operazione chirurgica, prima che vi venisse prescritto le pillole per la pressione o anche un solo banale (si fa per dire) sciroppo per la tosse?

AnyFile

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