Il punto di discussione è proprio il trattamento degli stati di depressione lieve e moderata per i quali gli studi condotti sino ad oggi dimostrano che non vi è un'efficacia significativa della terapia tra i pazienti sotto trattamento rispetto ai placebo. Questo è un nodo cruciale, non solo perché è in gioco la validità di una terapia, ma anche perché il mercato di questo tipo di farmaci è aumentato, rispetto all’inizio degli anni '90, del 253 per cento e quindi è evidente anche l'interesse del mercato farmaceutico.
“Joanna Moncrieff, nell’articolo pubblicato dall'autorevole rivista britannica si è posta in termini di dialettica e critica costruttiva nei confronti sia della linee-guida del NICE che della comunità scientifica”, ha dichiarato Giuseppe Carrà del Dipartimento di Scienze Sanitarie Applicate e Psicocomportamentali, Sezione di Psichiatria, dell’Università di Pavia.
Rimane il fatto però che per depressioni lievi e moderate il trattamento con gli SSRI non è particolarmente efficace. Se questo è un dato di fatto, come mai si continuano a prescrivere questo tipo di antidepressivi anche nei casi di episodi di depressione? “Per essere diplomatico posso risponderle che, forse, l’informazione dei medici di base, in proposito, è abbastanza carente. Perciò si finisce per usare questo tipo di farmaci in modo indiscriminato”.
Ma se non può affidarsi completamente al medico come può, allora, una persona a cui viene prescritta una cura a base di antidepressivi discriminare se la sua diagnosi di depressione rientra in quelle lieve, media o severa? In altri termini come fa ad essere sicura se è proprio dell’approccio farmacologico che ha bisogno e non di un approccio psicologico? “Difficile rispondere alla domanda. L’auspicio è che sia il Sistema Sanitario Nazionale a fare della campagne di comunicazione distinte per i medici e per i cittadini. Gli uni devono essere in grado di fare delle diagnosi corrette e di prescrivere la terapia giusta, i secondi devono responsabilizzarsi, magari puntando su una cultura associativa e alla formazione di gruppi, in modo da poter dire la loro quando si tratta della propria salute".
Fonte: Moncrieff J et al. Efficacy of antidepressants in adults. BMJ 2005;331:155-7.
emanuela grasso
da: Yahoo Salute
A cura de Il Pensiero Scientifico Editore
21/07/2005


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