Commento alle Conclusioni del Senato sullo stato dell'assistenza psichiatrica

La commissione sulla Sanità ha approvato (si fa per dire, visto la modalità) le conclusioni dell'indagine conoscitiva sullo stato della salute mentale.

Quanto letto basta per trarre alcune interessanti (quanto drammatiche) conclusioni, che potete leggere nel seguito di questo articolo.

Ho dato un occhio ai verbali delel sedute delle commissioni e alla conclusione approvata.

Non sono riuscito a leggerlo nella loro interezza: il loro contenuto mi ha schifato a tal punto da non meritare neppure di essere letta per intero. Quanto letto mi basta però a concludere sulla completa inefficacia dell'indagine svolta (e pertanto a concludere che non valela pena di leggerla ulteriormente).

Chi volesse leggere il verbale completo della seduta della commissione che ha approvato tale documento la può trovare qui, il testo del documento approvato come conclusione delle indagini lo trovate qui.

Nel verbale vi è scritto "Delibera altresì la pubblicazione degli atti relativi all'indagine". Tuttavia non so se e dove siano reperibili. (Se qualcuno ha qualche informazione a proposito, me lo faccia per cortesia sapere)

Ecco dunque i miei commenti. Spiace notare come i nostri politici (di ogni schieramento) si comportino in commissione (ed altrove) in maniera del tutto estranea all'argomento (con la maggioranza che fa solo elogi del governo, e l'opposizione critiche al governo e vani tentativi di ostruzionismo), ma per nulla viene analizzata la questione. È già dato per scontato che verrà approvato quanto deciso dalla maggioranza, poco importa se corrisponda a quanto serva o se sia solo quello che fa comodo alla maggioranza.

Guardando un po' velocemente la lista delle persone ascoltate (l'indagine si è limitata a questo, non avendo avuto la commissione tempo per svolgere sopralluoghi o fare indagini di suo conto) si nota che sono tutte persone che per motivi professionali od altro non sono imparziali, bensi' che hanno tutto l'interesse non solo professionale, ma anche economico ad eleogiare la psichiatria oltre i suoi meriti.

Mi sembra assurdo che un'indagine venga fatta soltanto ascoltando una ristretta categoria di persone favorevoli ad un determinato orientamento. Un'indagine si dovrebbe basare sull'analisi di fatti reali (di quelli palesi e anche di quelli tenuti nascosti da chi ha tutto l'interesse a che rimangano nascosti). Un indagine fatta nel modo in cui è stata fata questa è fin troppo simile ad una delega in bianco ad una ristretta cerchia di persone affincheé possa deliberare ciò che vuole (e quindi ciò che fa comodo a loro anziché alla gente) e farsi approvare questa cosa dalla commissione parlamentare, facendo così credere che quanto da loro affermato sia stato verificato con tutti i crismi della massima attenzione e che quanto affermato è nel maggiore interesse della gente e della nazione.

Come al solito non si dice cosa sia la psichiatria né la malattia mentale. D'altronde sarebbe troppo difficile definire una cosa che cambia seconda la necessità.

Come al solito si dà per scontanto che la psichiatria funzioni, che porti giovamento, che le cure psichiatriche siano di aituo ai "malati", ecc.

Per fortuna che si era detto nelle premesse che l'indagine doveva essere imparziale, non fondata su ideologie e non basata su pregiudizi.

Se, come è stato fatto, si sono utilizzati i pregiudizi sopraddetti ed altri pregiudizi, è difficile che l'indagine possa essere considerata scolta secondo quanto detto nelle premesse.

Da notare inoltre il pezzo riguardante il trattamento sanitario obbligatorio. Sembra che la maggior preoccupazione sia quella di rendere più facile la loro effettuazione sia per rendere più facile che una persona possa essere rinchiusa in reparti psichiatrici sia (e questo è un punto veramente "interessante") per ridurre il lavoro degli psichiatri. Risulta difficilmente credibile che ora il lavoro svolto in tal senso sia da parte degli psichiatri sia delle altre persone coinvolte considerabile gravoso. Attualmente lo psichiatra non deve né motivare la richiesta né fornire prove né effettuare una reale visita medica né fornire esami siagnostici né indicare le cure proposte né dimostrare che tali cure siano utili. L'unica cosa che fa è scrivere su un foglio prestampato il nome e altri dati personali della persona che si vuole richiudere (magari il motivo di tale desiderio è solo quello di punire un "paziente" perché si è accorto che lui o un suo collega adottano delle pratiche illegali). Sulla parte restante del foglio vi è scritto che si riene necessario che tale persona venga ricoverata. Non mi pare una gra fatica questa.

Anche le persone che successivamente devono occuparsi del TSO, e che sarebbero tenute per legge a provvedere a fare gli accertamenti per garantire che siano rispettate le garanzie e per accertarsi che il TSO sia necessario, di fatto non svolgono alcun controllo. Si limitano a firmare le carte nel punto in cui sono abituaati a farlo, senza svolgere alcuna indagine, senza neanche sapere chi sia la persona soggetta al trattamento e senza, pertanto, sapere se tale operazione sia necessaria e senza neanche sapere se tale operazione sia utilie per il "ricoverato a forza" o per la collettività.

Non si capisce pertanto dove possa una semplificazione di tale procedura, che nei fatti riesce già ad eledure tutte le procedure di garanzia previste dall'attuale legge.

AnyFile

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