Da stupefacente a psicofarmaco, No al Ritalin

Dal marzo 2003, per Decreto ministeriale, il Ritalin, anfetamina a base di metilfenidato, è passato dalla tabella degli stupefacenti a quella degli psicofarmaci. Da quella data il farmaco, appartenente alla famiglia della morfina e della cocaina, può essere usato per “curare” i bambini affetti dal presunto “Disturbo da Deficit dell’attenzione con iperattività” (ADHD o DDAI).

Quella che una volta si chiamava vivacità, argento vivo, oggi è classificata come una grave patologia psichica! Come mamma prima e, soggetto politico dopo, rivolgo un appello ai cittadini, al mondo scientifico e politico, ai movimenti, alle associazioni laiche e cattoliche, affinché si uniscano in questa dura battaglia etico-morale di vera informazione sul farmaco Ritalin. Questo mio appello nasce dal fatto che il Ministero alla Salute per accreditare e giustificare farmaco e patologia ha istituito un comitato Scientifico che ha prodotto un progetto denominato “PRISMA” (progetto italiano salute mentale adolescenti). Tale progetto ha in pratica lo scopo di indagare la salute mentale dei bambini tramite questionari per gli insegnanti e le famiglie a dir poco ridicoli. Le domande poste riguardano comportamenti molto comuni: ai genitori viene chiesto se il figlio faccia errori di negligenza, se si dimeni sulla sedia, se corre o si arrampica, se parla troppo o interrompe, se “spara” le risposte prima che sia terminata la domanda ecc. Ad occhio e croce sembra l’identikit di un normale bambino. Non è così. Basta rispondere positivamente ad alcune delle nove (9) domande del test, per diagnosticare che quel bambino è affetto da ADHD. La cosa buffa, se non avesse risvolti drammatici, è che la maggior parte dei sintomi elencati non sono sintomi di un disturbo mentale, ma solo espressioni del comportamento della maggior parte dei bambini.

Da questa indagine Ministeriale fatta a campione su alcune scuole italiane- Roma, Milano, Lecco, Rimini, Pisa, Cagliari e Conegliano il dato risultante è più inquietante del progetto; infatti salta fuori che su 5627 scolaretti, tra i cinque e i quattordici anni, il 9,1% avrebbe, secondo il test disturbi psichici e, che una parte di questi soffrirebbe di ADHD. La casa farmaceutica che produce il Rtalin, la multinazionale Novartis, nella scheda tecnica scrive che: ”Un uso abusivo del farmaco può indurre una marcata assuefazione e dipendenza psichica con vari gradi di comportamento anormale…” Nonostante questo, però, la Novartis ha invaso il mercato americano, tanto che i piccoli americani “impasticcati” sono ormai sei (6) milioni; alcune organizzazioni di genitori, di ricercatori e molte associazioni hanno denunciato casi di morte di minori sottoposti ad abuso di Ritalin, di tossicodipendenza sfociata in aggressività criminale. L’appello che rivolgo è quello di aderire alla campagna “NO al Ritalin” iniziata già dall’On.Tiziana Biolghini Consigliere della Provincia di Roma, che tanto sta facendo sotto ogni punto di vista sia umano che politico intrecciando una rete di contatti e relazioni nazionali ed europee attraverso il portale www.provinciabile.it. Se veramente vogliamo proteggere i nostri figli e la nostra dignità di genitori uniamoci, istituiamo un comitato comprensoriale che unitamente alla Provincia di Roma porti avanti questa non facile battaglia.

Fabiana Attig – Democratici di Sinistra

da: www.centumcellae.it

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campagna perchè non accada anche in Italia

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