Incatenati come animali, privati dei diritti civili, imprigionati, soggetti a maltrattamenti, torture, abusi, indifferenza: è il terribile destino di circa 400 milioni di pazienti affetti da problemi mentali, comportamentali o neurologici nel mondo. L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha assunto l’impegno di guidare la transizione verso legislazioni più avanzate nel campo dei diritti umani e civili dei pazienti con problemi mentali. A questo scopo l’OMS ha annunciato la pubblicazione di un Resource Book on Mental Health, Human Rights and Legislation che comprende pareri e contributi di centinaia di psichiatri, psicologi, avvocati, operatori umanitari e addetti ai lavori in genere provenienti da tutto il mondo e anche le esperienze di pazienti, utenti dei servizi di assistenza mentale e gruppi di familiari.
L’OMS vuole affiancare i Paesi che ancora non hanno una legislazione sull’argomento o ne hanno una non rispettosa dei diritti umani e civili dei pazienti neuropsichiatrici nel difficile ma necessario percorso verso norme che rispettino e proteggano la qualità della vita di chi affronta la difficile prova di una patologia mentale.
“Abbiamo il dovere morale e legale di modernizzare la legislazione sulla malattia mentale. L’OMS è pronta ad aiutare i suoi stati membri ad ottemperare a questo obbligo con supporto tecnico e assistenza di esperti di fama internazionale”, spiega Lee Jong-Wook, direttore generale OMS. Soumitra Pathare, psichiatra indiano e collaboratore del Resource Book on Mental Health, Human Rights and Legislation, sottolinea: “La legislazione può rappresentare una risorsa di immenso valore nel promuovere i diritti umani e civili delle persone con disordini mentali. Il rispetto dei diritti e la cura della salute mentale viaggiano mano nella mano, non si può avere l’uno senza l’altra. L’approccio dell’OMS è flessibile e può essere applicato a Paesi con contesti storici, sociali ed economici decisamente diversi”.
Per informazioni: Resource Book on Mental Health, Human Rights and Legislation on-line
Fonte: OMS press release 2005.
david frati
da: Yahoo! Salute
mercoledì 22 giugno 2005, Il Pensiero Scientifico Editore


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