Farmaci ADHD – Ultimi fatti collegati all’ADHD dall'ultima udienza dell’FDA

Il comitato di controllo Sicurezza dei Farmaci e Gestione dei Rischi dell’FDA ha condotto un meeting di due giorni lo scorso mese i giorni 9 e 10 di febbraio per esaminare i fatti negativi collegati ai farmaci largamente prescritti per l’ADHD, tra i quali rapporti di morti improvvise, pressione sanguigna elevata, attacchi cardiaci fra adulti e bambini che prendevano questi farmaci.

Negli USA, fra il 1999 e il 2003, la FDA ha ricevuto rapporti di ben 24 morti avvenute fra pazienti che prendevano l’anfetamina Aderall, ha detto il rapporto dello staff. Aggiungeva che più di undici morti sono state riportate fra pazienti che usavano altri farmaci anfetaminici.

Durante lo stesso periodo di tempo altre 16 morti sono state riportate in pazienti che prendevano Ritalin o altri farmaci conosciuti come metilfenidati, riportava lo stesso rapporto.

Ancora altri trenta morti di pazienti sotto metilfenidato sono stati registrati, ma erano casi non-USA o sono successe fuori del periodo in esame, ha detto la FDA. L’agenzia ha escluso anche i casi che apparivano collegati ad intossicazione da più farmaci o altre cause.

Durante le udienze di febbraio il comitato ha sentito testimonianze di rappresentanti legali di numerose associazioni, così come medici professionisti e altre parti interessate, alcune a favore e altre contro l’uso degli psicofarmaci per la ADHD sui bambini.

Sue Parry da New Mexico ha parlato alla commissione dicendo di aver viaggiato a sue spese per poter partecipare al meeting in quanto era molto preoccupata della sicurezza dei farmaci stimolanti dati ai bambini, alcuni di loro, ha fatto notare, anche di due anni.

“Ho lavorato come terapista scolastica con studenti, in gran parte ragazzi” ha detto la Sig.ra Parry, “che erano supposti avere l’ADHD” e continua “Sono anche madre di tre figli che una decina d’anni fa” continuava la sig.ra Parry “erano a rischio, come molti altri ragazzi, di essere etichettati ragazzi iperattivi con l’ADHD”.

Ha poi avvertito la commissione che i genitori non sono informati del pericolo che scaturisce da una diagnosi d’ADHD, come descritto eloquentemente dal dott. William Carey che afferma:

“La etichetta d’ADHD può stigmatizzare e danneggiare sul lungo periodo in modi che oggi sono solo lontanamente capiti. La diagnosi di malfunzionamento del cervello, che sembra così utile e confortante oggi, potrà in un futuro ritorcersi contro la persona e diventare una persecuzione. Non abbiamo avuto finora sufficiente tempo per osservare pienamente tutte le conseguenze possibili che possono capitare per le opportunità di studio, lavoro, servizio militare o sicurezza. La etichetta si attacca con molta forza, specialmente quando coinvolge diagnosi neurologiche.

La sig.ra Parry continua dicendo che ai genitori non è stato detto che la Conferenza per lo sviluppo del Consenso all’ADHD del 1998 dice che “Però non abbiano un test oggettivo e valido per l’ADHD e non ci sono dati che indicano che l’ADHD sia dovuta a malfunzionamento del cervello”.

“L’epidemia d’ADHD è una disgrazia!” ha detto poi all’audience della conferenza.

“I nostri bambini non hanno bisogno di ulteriori studi e indagini”, continua “hanno solo bisogno di una commissione garante che investighi quello che potrebbe essere la più grande frode sulla salute mai vista sulla faccia della terra”, ha avvertito.

“L’ADHD è dovuta ad uno sbilancio chimico dei neurotrasmettitori” ha chiesto poi alla commissione “oppure è dovuta al fatto che le ditte farmaceutiche vogliono incrementare i loro guadagni?”

“I nostri figli sono diventati semplici meccanismi che devono essere analizzati, etichettati e farmacolizzati?” ha chiesto. (fonte: OpEdNews)

 

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