Interrogazione parlamentare - Psicofarmaci e infanzia: è allarme per la somministrazione "facile"

dell’On Luana Zanella (Verdi- L’Unione)

A questa interrogazione è stato chiamato a rispondere il Ministro della salute.

Per sapere - premesso che

recentemente in Giappone, Canada, Nuova Zelanda e Australia, è stata proibita la somministrazione di psicofarmaci ai minori di 18 anni; secondo numerose autorevoli fonti sarebbero oltre undici milioni i bambini sottoposti a terapie con psicofarmaci allo scopo di tentare di risolverne i disagi ed oltre 8 milioni i ragazzi sarebbero cronicamente dipendenti da psicofarmaci;

negli Stati Uniti migliaia di famiglie hanno intentato causa ai produttori del settore farmaceutico per i gravi danni alla salute arrecati a causa dei facili abusi nella somministrazione di dette sostanze; anche in Italia si registra un massiccio aumento delle prescrizioni di psicofarmaci in età infantile, senza che a fronte di questo aumento si registrino iniziative efficaci atte ad impedire abusi nella somministrazione, decisamente pericolosi per la salute dei più giovani;

il farmaco Ritalin in Italia viene utilizzato tra l'altro per la cura del ADHD (Disturbo da deficit dell'attenzione con iperattività);

i test utilizzati per diagnosticare questo disturbo sono stati messi in discussione da psichiatri, da psicologi, da pediatri e da pedagogisti. Tali test si avvalgono infatti di quesiti che riguardano comportamenti molto comuni: ai genitori viene, per esempio, chiesto se il figlio faccia errori di negligenza, se si dimeni sulla sedia, se corra e si arrampichi o parli troppo, se si agiti o ascolti poco; la tendenza è quindi quella di sovrastimare la percentuale di bambini realmente affetti da questa sindrome comportamentale;
come riportato dallo stesso foglietto illustrativo del Metilfenidato-amfetamina (Ritalin - della casa farmaceutica multinazionale Novartis), un'adeguata eziologia di questa sindrome è sconosciuta e non esiste un'analisi clinica in grado di diagnosticarla. Già nel 1998, del resto, una commissione di esperti statunitensi ha trovato che il metodo corrente per diagnosticare l'ADHD si è rivelato elusivo, cioè «non conclusivo»; numerose ricerche hanno evidenziato come i bambini veramente iperattivi (disturbo che non comporta nessun tipo di deficit cognitivo) riescono a superare tale disturbo mediante psicoterapie ed interventi pedagogici mirati, senza l'uso di alcun farmaco, tanto meno del Ritalin, che servirebbe soltanto a nascondere i sintomi senza intervenire a fondo sul problema; una formulazione «diplomatica» per dire che non è stato appurato, in sede scientifica se quest'insieme di sintomi, classificati come ADHD, sia effettivamente rilevante sotto il profilo patologico o no, e per quali motivi;
il farmaco Ritalin è passato, per decreto ministeriale del marzo 2003, dalla tabella degli stupefacenti (essendo il metilfenidato uno stimolante centrale, il Ritalin era utilizzato come una droga a tutti gli effetti già negli anni sessanta da alcune comunità di hippies e numerosissimi studi medici hanno dimostrato che esso induce dipendenza, anche grave, in chi l'assume) a quella degli psicofarmaci; nella scheda tecnica del farmaco si legge infatti che: «un uso abusivo del farmaco può indurre una marcata assuefazione e dipendenza psichica con vari gradi di comportamento anormale [...] si richiede un'attenta sorveglianza anche dopo la sospensione del prodotto poiché si possono rilevare grave depressione e iperattività cronica»; il Ritalin è al centro da anni di un fiorente mercato nero, essendo considerato una «smart drug», una sostanza cioè usata per sovrastimolare il cervello durante periodi di studio intenso, superlavoro o per mantenere alta la soglia dell'attenzione; il metilfenidato come effetto a breve termine aumenta le prestazioni di qualsiasi persona, tanto da essere bandito dal Comitato Olimpico Internazionale -: se non ritenga necessario adottare iniziative affinchè siano poste anche nel nostro paese, come nel resto del mondo occidentale, precise limitazioni alla somministrazione indiscriminata di sostanze psicoattive a bambini ed adolescenti, al fine di evitare gravi casi d'abuso altrove documentati; se non consideri necessario intervenire perché vengano definitivamente interrotte le attività di screening di massa ed i sondaggi indiscriminati tra la popolazione scolastica ed infantile, al fine di impedire l'arbitraria classificazione dei giovani soggetti, diversamente etichettabili come «malati mentali»;

se non ritenga necessario adottare iniziative volte a contrastare la diffusione dell'uso del Ritalin in età pediatrica.

Fonte: www.avvisatore.it

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