Di seguito il testo della mozione:
PREMESSO
che il Coordinamento Genitori Democratici, Psichiatria Democratica e il Comitato per la Difesa del Servizio Sanitario Nazionale di Roma hanno lanciato nei mesi scorsi un appello nel quale denunciano il rischio di abuso di "pillole della tranquillità" per I bambini, in particolare con la reintroduzione del Ritalin a base di metilfenidato nel mercato farmacologico italiano;
che il metilfenidato è passato per decreto ministeriale 22 luglio 2003 dalla tabella degli stupefacenti a quella degli psicofarmaci ed attualmente anche in Italia questo farmaco può essere somministrato ai bambini come già accade negli Stati Uniti, dove l’allarme della comunità scientifica conferma la sua larghissima diffusione;
che anche in Italia il Ritalin rischia di diventare la "pillola della tranquillità", prescritto da pediatri e ad uso di genitori e insegnanti che lo adottano senza essere a conoscenza degli esatti effetti collaterali indotti dal farmaco e degli effetti che a lungo termine possono provocare sui bambini in forma di tossicodipendenze future;
che le risposte del Governo a interrogazioni parlamentari (come quella dell’On. Valpiana del 19 maggio scorso) appaiono insufficienti e non in grado di cancellare i legittimi dubbi che la somministrazione di psicofarmaci su minori legittimamente solleva;
che quando si parla di salute mentale il rischio, oggi sempre più ricorrente, è di privilegiare scelte di tipo farmacologico, sostenute dalle case farmaceutiche che hanno tutti gli interessi a garantire una loro ampia diffusione, anziché interventi complessivi che sappiano mettere al centro il bambino, il suo disagio e le sue esigenze;
che in relazione a questo ultimo punto non possiamo non riconoscere che sempre più spesso ai bambini vengono negati tempi di gioco, spazi e possibilità di esercitare attività ludiche non preorientate che siano funzionali al riposo e al loro sviluppo, mentre parallelamente li si costringe in attività culturali e sportive, preorientate e richiedenti un impegno per loro a volte eccessivo, comprimendo e sedando le loro legittime richieste di tempo "liberato";
che a seguito di osservazioni di poche ore tese a individuare soggetti iperattivi sulla base di considerazioni come "il bambino pone una domanda e non attende la risposta", "si muove troppo", "spesso interrompe o si comporta in modo invadente verso gli altri per es. irrompendo nei loro giochi” si arriva a diagnosticare una sindrome – ADHD Attention Deficit Hyperactive Disorder – che porta a scorciatoie farmacologiche pericolose come appunto l’uso del Ritalin;
che in America, dove dai 4 ai 6 milioni di bambini ai quali è stata diagnosticata l’ADHD ricevono quotidianamente a scuola il metilfenidato, alcune organizzazioni di genitori hanno denunciato casi di morte di minori sottoposti ad abuso del Retalin;
che sempre più medici ritengono che i cosiddetti sintomi di tale sindrome si palesino per la loro "vaghezza" e per la possibilità che attraverso la dichiarazione di una tale diagnosi si attui di fatto un controllo "sui comportamenti" di bambini in età evolutiva mirante a instaurare una forma di conformismo sociale;
che sempre gli stessi esperti ritengono che l’uso del Retalin, nella migliore delle ipotesi, favorisca comunque lo sviluppo di tossicodipendenze future, trattandosi di un derivato ANFETAMINICO somministrato a volte fin dai primi anni di vita del bambino alla presenza di genitori disinformati e angosciati all’annuncio di una diagnosi di ADHD;
IMPEGNA
il Presidente della Provincia di Roma:
1- a intervenire presso tutte le Amministrazioni preposte affinché farmaci come il Ritalin ed equivalenti ne sia vietata la prescrizione e somministrazione in età minorile;
2- a stanziare le risorse necessarie per svolgere una carretta campagna di informazione presso le assicurazioni dei genitori, il personale della scuola ad ogni livello impegnato nella cura dei nostri bambini e nella didattica, anche in collaborazione con il Comune di Roma e altre Amministrazioni virtuose perché il pericolo e grande e peserà sulle nostre generazioni future che abbiamo oggi l’obbligo morale di proteggere.
(Approvata dal Consiglio Provinciale nella seduta del 28 luglio 2005, con 22 voti favorevoli e 1 astenuto)


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