Un solo fendente, dritto al cuore. Cinque mesi fa Guido Nardelli, 60 anni, ex lavoratore in una nota cartiera di Sora e ora in pensione, uccise sua madre, Domenica Caira, 83 anni, originaria di Atina.
La colpì mentre era distesa sul letto, nella casa dove vivevano in via Pantani a Sora.
Il movente?
«Mia madre non voleva alzarsi dal letto, nonostante le avessi già preparato la colazione. Quando ho visto che non mi ascoltava ho perso la testa. Ho preso un coltello in cucina e l’ho colpita», confessò qualche giorno dopo il figlio ai magistrati.
Ma ora la procura segue un’altra pista:Guido era in cura con gli psicofarmaci. E proprio quel cocktail di farmaci è finito sotto la lente dei magistrati.
L’ipotesi è che il dosaggio sia stato sbagliato, tanto da offuscare la mente del pensionato. Sarebbe stato come drogato, incapace di discernere. Questa ipotesi verrà verificata a breve: il pm Benedetta Siravo, difatti, ha chiesto al gip un incidente probatorio, atto irripetibile, che verrà effettuato alla presenza del legale di Guido, Nicola Ottaviani.
In sostanza i magistrati vogliono verificare se i farmaci possano aver contribuito ad innescare il raptus omicida - nato, come ha raccontato lo stesso assassino, per motivi futili - tanto che poco prima del barbaro assassinio Guido cambiò farmaci.
Nella richiesta di incidente probatorio verranno verificati altri due aspetti: se Nardelli era capace o meno di intendere e volere al momento del fatto; e se l’assassino sia in grado di sostenere un dibattimento (ossia se si rende conto che lo si vuole processare).
L’omicidio avvenne la mattina del 12 marzo scorso. «Avevo detto a mamma di alzarsi dal letto e di vestirsi, ma l'ho trovata ancora a letto che poltriva e ho perso il controllo - disse Nardelli agli investigatori due giorni dopo - L'ho colpita al petto con il coltello. Poi ricordo solo che ho sfilato una sigaretta dal pacchetto e l'ho fumata, davanti al corpo senza vita di mia madre».
Nardelli e la mamma avevano un ottimo rapporto, tanto che era lui ad accudirla. Quindi un omicidio del genere, nato da motivi assurdi («non si alzava dal letto») ha indotto i magistrati ad una ulteriore verifica.
Nardelli nella lunga deposizione ha descritto le fasi dell'omicidio. Ha raccontato di aver svegliato la mamma verso le 9 di venerdì. Di averla accompagnata in cucina e di aver preparato la colazione. Poi ha preso le tazze dove aveva versato il cappuccino e le ha messe nel lavandino.
A quel punto ha detto all'anziana madre di prepararsi ed è salito in casa sua, che si trova al piano superiore. Dopo qualche minuto è sceso di nuovo, ma ha trovato Domenica adagiata sul letto, con indosso ancora la vestaglia.
E ha perso la testa.
Fonte: ilmessaggero.caltanet.it


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