(AGE) PISTOIA - Con una sentenza che ha pochi precedenti in Italia, un magistrato ha dichiarato la responsabilita' penale di un medico non per un comportamento colposo riconducibile a imprudenza, imperizia o negligenza, ma ravvisando gli estremi del dolo.
E' accaduto al Tribunale di Pistoia, dove il giudice Alessandro Buzzegoli, a conclusione di un processo svoltosi nella sezione distaccata di Monsummano Terme, ha condannato a sei mesi di reclusione (con i benefici di legge) Donatella Marazziti, nota neuropsichiatra dell' Universita' di Pisa, dichiarandola colpevole di lesioni personali volontarie nei riguardi di una minorenne.
La vicenda giudiziaria risale alla seconda meta' del 1999, quando la neuropsichiatra prescrisse alla ragazza, che allora aveva 13 anni, per la cura dell' obesita', un farmaco antiepilettico, il Topamax, che avrebbe dovuto far calare di peso la paziente.
Secondo l'accusa, la terapia fu avviata senza adeguata informazione e senza espresso consenso dei genitori; ebbe, inoltre - sempre secondo l' imputazione - carattere sperimentale, con dosaggi superiori a quelli consentiti: 200 milligrammi al giorno, senza seguire il lento incremento della dose raccomandata.
Avviata la terapia, la giovane paziente ebbe uno stato di malattia caratterizzato da sonnolenza, incubi, emicrania, depressione, eccitabilita' ed anche un episodio di allucinazione.
In seguito ad una denuncia-querela della madre della ragazza, la procura di Pistoia ha chiesto ed ottenuto il rinvio a giudizio della neuropsichiatra per lesioni personali volontarie aggravate.
Il giudice ha ritenuto che il comportamente di Marazziti fu effettivamente doloso e l'ha condannata a sei mesi di reclusione, sostituendo la pena detentiva con quella pecuniaria di 6.840 euro di multa.
Nel corso del processo il pubblico ministero Ornella Galeotti aveva chiesto una condanna a due anni di reclusione, mentre i genitori della ragazza, assistiti dall'avvocato Luca Cianferoni, un risarcimento di un milione di euro (il giudice ha assegnato una somma provvisoria di 7.000 euro, rinviando al giudice civile per la definizione del danno).
Si erano espressi, invece, per l'assoluzione della neuropsichiatra i due legali della psichiatra, gli avvocati Tullio Padovani e Claudio Casciani, che hanno preannunciato impugnazione della sentenza.
Essi avevano sostenuto, in base ad una perizia svolta durante il processo, che la prescrizione era conforme all' indicazione terapeutica, ''tanto che il bollettino sanitario della Regione Toscana del 2005 - ha sottolineato l' avvocato Padovani - da' atto che il topamax e' largamente usato per la cura dell' obesita' ''.
''Sono stata condannata - ha commentato la dottoressa Marazziti - per aver provocato della sonnolenza ad un paziente. Un principio gravissimo, perche' nei farmaci per le cure psichiatriche la sonnolenza e' uno degli effetti collaterali piu' frequenti''. (AGE) RED-CENT
Fonte: www.agenews.it


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