Martedì 25 ottobre 2005 si concluderà il processo alla dottoressa Marazziti, dell’equipe di Cassano, accusata di lesioni gravi e volontarie e sperimentazione illegale (contrabbando!) ai danni di una bambina a cui nel 1999 prescrisse per dimagrire due farmaci in sperimentazione e senza consenso informato: il Topamax, farmaco aggiuntivo per la cura dell’epilessia, e il Fevarin, un antidepressivo.
Nel 1999 entrambi i farmaci non erano ancora nel prontuario farmaceutico e sul Topamax esistevano solo tre studi, di cui due sugli animali e uno su una donna di 37 anni. Inoltre la dottoressa prescrisse i farmaci a dosaggi elevatissimi proprio con lo scopo di causare gli effetti collaterali, tra i quali appunto la perdita di peso. A causa dell’assunzione, la ragazza ha avuto gravi danni fisici causati dai farmaci, tra i quali alterazione della vista, coliche renali, allucinazioni, sonnolenza, etc. senza tra l’altro dimagrire. Prescrivere ad una bambina di 11 anni farmaci in dosi massicce per provocare volontariamente gli effetti collaterali, e per delle cure per cui non sono indicati ci fa riflettere su come la psichiatria sia una pseudoscienza che procede per tentativi su cavie umane, mostrando ancora una volta di non preoccuparsi della reale salute delle persone ma di rivendicarsi un autonomo ruolo di controllo, che ultimamente si sta espandendo capillarmente intervenendo con una medicalizzazione anche dei bambini.
A Pisa il maggiore ente promotore di questa psichiatrizzazione capillare è l’Istituto di neuropsichiatria infantile Stella Maris, promotore nel 2002 del “Progetto Prisma”, uno studio che si proponeva di individuare nelle scuole l’ADHD (deficit di attenzione e iperattività), al fine di controllare alcuni comportamenti ritenuti anormali e di arricchire le case farmaceutiche. Proprio la Stella Maris, il cui direttore Gabriele Masi ha testimoniato a favore della Marazziti, aveva, ma solo dal 2000, l’autorizzazione per la sperimentazione del Topamax, realizzata su circa 20 bambini per la cura del disturbo bipolare (“malattia” che alterna stati di tristezza e di felicità!!), mentre Cassano e la dottoressa Dell’Osso quella del Fevarin. Sono quindi evidenti i collegamenti tra il prof. Cassano e la sperimentazione illegale attuata dalla Marazziti in una clinica privata, considerando anche il fatto che quest’ultima ha utilizzato il ricettario dell’Asl di Pisa e ha fatto compilare alla bambina un test per adulti ritrovato dai carabinieri a Pisa, in un pc del S. Chiara.
Non ci stupisce che questa storia coinvolga Cassano e la sua equipe, che sono soliti utilizzare pratiche brutali e disumane, come l’elettroshock, che non hanno alcun fondamento scientifico. La Tec (terapia elettro convulsiva) consiste infatti nel far passare corrente elettrica ad alto voltaggio attraverso due elettrodi posti sulle tempie, provocando effetti che vanno dalla perdita di conoscenza e convulsioni nei casi più lievi, fino all’arresto cardiaco o respiratorio con conseguenze anche mortali.
Siamo contrari a questa psichiatrizzazione di massa e vogliamo denunciare la psichiatria che sotto la sua presunta scientificità mostra il suo reale aspetto di istituzione totale atta al controllo e al mantenimento dell’ordine sociale, assecondando solamente gli interessi dei colossi farmaceutici.
Gruppo antipsichiatrico di Pisa
Collettivo antipsichiatrico Violetta Van Gogh -Firenze
(Saremo presenti con presidio martedì 25 ottobre alle ore 10
sotto il tribunale di Monsummano Terme-Pistoia)
Estratto da: Antipsichiatria.it


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