Può sembrare una cosa ovvia, ma perché un medico possa prescrivere legalmente un farmaco ci deve essere un qualche tipo di diagnosi accordata, qualche standard sul quale agire e questo dovrebbe anche tenere in considerazione dei sintomi fisici nel paziente.
Il professore di Harvard, Joseph Glenmullen, spiega: "In medicina, esistono stretti criteri per definire una condizione come malattia. In aggiunta ad un prevedibile insieme di sintomi, deve essere stabilita la causa dei sintomi o deve esserci una qualche comprensione della loro fisiologia (funzione). Questa conoscenza eleva la diagnosi allo status di malattia riconosciuta. Per esempio, la 'febbre' non è una malattia, è semplicemente un sintomo. In assenza di cause fisiologiche conosciute, un insieme di sintomi che si presentano ripetutamente in diversi pazienti, è chiamata sindrome, non malattia". I In psichiatria, " non abbiamo nessuna evidenza della causa fisiologica per qualsiasi delle diagnosi psichiatriche … Le diagnosi sono chiamate disturbi poiché nessuna di queste è una malattia riconosciuta".
Lo sviluppo della sesta edizione della Classificazione Internazionale dei Disturbi (ICD) dell'Organizzazione Mondiale della Sanità nel 1948, incluse per la prima volta la sezione sui disturbi psichiatrici (come malattie) e la pubblicazione nel 1952 del Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali (DSM) dell'Associazione Psichiatrica Americana (APA) creò un sistema diagnostico ingannevole.
Nella edizione del DSM del 1952 erano inseriti un elenco di 112 disturbi mentali. Nella terza edizione, DSM-III, pubblicata nel 1980, erano stati aggiunti ulteriori 112 disturbi, per un totale di 224. Nella sezione inerente all'infanzia, fanciullezza ed adolescenza, sono stati aggiunti 32 nuovi disturbi mentali, il che include: Disturbo da deficit dell'attenzione, Disturbo della condotta, Disturbo dello sviluppo di lettura, Disturbo dello sviluppo aritmetico e Disturbo dello sviluppo del linguaggio. Nel 1994, con il DSM-IV, il numero totale dei disturbi mentali è arrivato ad essere 374.
Nonostante un insieme di pretese tecniche, il DSM non ha mai rappresentato una scoperta scientifica per nessuno professionista del campo della medicina, tranne che per gli psichiatri sostenitori di questo libro.
Il motivo è molto semplice.
Nel DSM-II è scritto che: "Nonostante i vari tentativi, il Comitato [APA] non è riuscito a raggiungere un accordo sulla natura di questo disturbo (schizofrenia), l'unico accordo che c'è stato è quello del nome". Il professore emerito di psichiatria, dott. Thomas Szasz ha detto che: "La schizofrenia ha una definizione così vaga che in realtà il termine è, il più delle volte, dato a quasi qualunque tipo di comportamento disapprovato da chi ne parla".
Gli psichiatri lo hanno individuato nella loro introduzione al DSM-III: "Per la maggior parte dei disturbi del DSM-III ...l'eziologia [causa] è sconosciuta. Sono state proposte una serie di teorie, tutte rafforzate dall'evidenza, ma che non sono sempre altrettanto convincenti per spiegare come si verificano questi disturbi".
Lo psichiatra Matthew Dumont ha commentato: "Loro dicono: … benché questo manuale fornisca una classificazione del disturbo mentale… nessuna adeguata definizione specifica i precisi confini del concetto… E' quindi fornita una definizione di 125 parole del disturbo mentale che si suppone debba risolvere tutte le questioni che circondano il difficile problema di dove finisca la devianza e dove inizi la disfunzione. Ma non è così".
In altre parole, non esiste prova che qualsiasi malattia mentale esiste veramente; queste malattie esistono perché la psichiatria afferma la loro esistenza.
E allora, in che modo un disturbo è inserito nel DSM? Un disturbo diventa tale tramite una votazione per alzata di mano da parte di un gruppo di "esperti" che devono rispondere alla domanda chiave: " Pensate che questo sia un disturbo o no?".
Questa procedura non scientifica ha condotto lo psichiatra Al Parides a definire il DSM "un capolavoro di manovra politica" ed osservare che "ciò che hanno fatto (gli psichiatri) è stato di dare un aspetto medico a molti problemi che non hanno cause biologiche dimostrabili".
Ovviamente, le persone possono incontrare e, delle volte incontrano veramente, una serie di difficoltà a livello mentale ed hanno bisogno d'aiuto. Tuttavia, i professori Herb Kutchins e Stuart A. Kirk, autori del libro Making Us Crazy, dichiarano che: "In genere il pubblico può ricavare da un manuale diagnostico psichiatrico una rassicurazione fittizia del fatto che le difficoltà e i turbamenti della vita e del vivere possano essere spiegati con un'etichetta psichiatrica e risolta con una pillola. Certamente, ci sono un sacco di problemi e una miriade di cose particolari con cui lottiamo ogni giorno… per risolverle. Ma la vita potrebbe essere diversa? La bibbia psichiatrica ci ha classificato come pazzi, la verità è che siamo semplicemente "umani".
Estratto da: PSICHIATRIA


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